Un caffè al 90′

L’afa di fine agosto piega l’asfalto di Napoli in una morsa d’aria densa, pesante, che non lascia tregua nemmeno la sera.

Dentro il bar, il ronzio del ventilatore al soffitto mescola l’odore della miscela forte con il vapore dell’ennesima moka in pressione, mentre il fumo della macchina da caffè sbuffa ritmo e sudore sul bancone di metallo. Fuori la città brucia; dentro si trattiene il fiato per l’esordio in campionato.

Ma nell’aria non c’è solo il caldo a scaldare gli animi: c’è quel rumore di fondo, strano e quasi alieno, di un’estate che ha ribaltato tutto. In panchina non c’è più la furia di Antonio Conte, ma il pragmatismo sornione di Massimiliano Allegri, e la piazza di Napoli ancora non sa come digerire questo salto mortale.​Il locale è stipato al limite della capienza.

Gli sguardi sono tutti incollati al televisore appeso in alto vicino alle bottiglie di liquore, dove il cronometro segna i minuti che separano dal fischio d’inizio di Genoa-Napoli, al Marassi.​

Gianni entra trafelato, asciugandosi la fronte con il dorso della mano. Indossa la maglia celeste nuova dedicata al centinario, le cuffie wireless piegate sul collo e lo smartphone già bollente stretto tra le dita.

Cerca con gli occhi un buco, un centimetro di spazio, ma i tavolini sono tutti occupati. Tutti tranne uno, nell’angolo più fresco.​

Lì è seduto Don Pasquale: settant’anni di tifo sulle spalle, l’immancabile coppola calata sulla testa, i baffi folti ordinati e gli occhiali da vista scivolati proprio sulla punta del naso.

Davanti a sé non ha notifiche social, ma un taccuino a quadretti con le copertine consumate e una penna a sfera tra le dita nodose.

Con calma solenne, ha appena finito di schizzare a mano un tabellone tattico con i moduli della gara.

​Il giovane tifoso si avvicina con cautela, indicando la sedia vuota. «Scusate, è libero qui? Non c’è un posto manco a pagarlo oro stasera.»​

Don Pasquale alza lentamente lo sguardo sopra la montatura, squadrando il ragazzo. Fa un piccolo cenno con il capo e sposta leggermente il suo taccuino per fargli spazio. «Siediti, guaglió. O pallone è condivisione, specialmente con chi non conosci. Se dobbiamo soffrire, tanto vale farlo insieme.» «Io sono Pasquale, conosciuto con il soprannome di Don.».

«Piacere Gianni.»​

Il barista appoggia sul tavolino due tazzine fumanti Gianni ringrazia con un gesto rapido, ma la sua attenzione è già divisa: gli occhi schizzano dallo schermo della TV allo smartphone, le dita scorrono frenetiche sui feed di X e sui titoli dei giornali online.​

Don Pasquale lo osserva in silenzio, poi appoggia con colpo secco la penna sul tavolo, facendo sussultare il piattino.​

«Ma insomma, guaglió! Si può sapere che stai guardando in quel rettangolo di plastica?» lo ammonisce il vecchio, la voce profonda e seria.

«La partita sta qua sopra! Se guardi là dentro ti perdi i movimenti senza palla, ti perdi come si dispone la squadra. Il calcio si guarda con gli occhi.»​ Gianni alza le mani in segno di resa, riponendo lo smartphone a schermo in giù, e recupera la tazzina.

«Avete ragione, Don Pasquà… è che sono in ansia. Vedere Allegri su quella panchina mi fa un effetto strano. Senza la foga dell’anno scorso, senza quella cattiveria…»​

Le prime battute di gioco confermano i timori della piazza. Il Napoli gira palla con lentezza, senza quella ferocia e quell’aggressione a tutto campo che avevano caratterizzato la gestione precedente.

È un atteggiamento attendista, quasi speculativo, che fa salire la tensione al tavolo.​

«Ma guardate là!» sbotta Gianni dopo venti minuti, mettendo le mani nei capelli e sfiorando per un soffio la tazzina.

«Siamo piatti! Nessun inserimento, ritmo da amichevole di luglio! Con Conte a questo minuto stavamo già azzannando le caviglie a tutti!»​

Don Pasquale sposta gli occhiali più in alto sul naso, impugna la penna e traccia una linea netta sul suo taccuino, rimanendo impassibile.

«Calma, calma,» dice il vecchio con tono ponderato, senza staccare gli occhi dallo schermo.

«Il calcio di Allegri non ti fa venire l’infarto dopo dieci minuti, ti addormenta per poi colpirti quando meno te lo aspetti. Tu cerchi la foga, ma questa squadra stasera sta prendendo le misure.

Lo scetticismo va bene, ma la partita dura 90′ minuti. Bevi ‘o caffè e aspetta.»

​I primi 45′ minuti si chiudono su uno 0-0 privo di grandi scosse, accompagnati dai mugugni del bar e dalle spunte a penna di Don Pasquale sul suo quaderno.

Il secondo tempo inizia con un ritmo completamente diverso. Il Napoli alza il baricentro, e trova la prima vittoria con i goal di De Bruyne e Vergara.

Al bar, la tensione si scioglie in un boato al fischio finale. Gianni balza dalla sedia agitando il telefono.

«Visto, Don Pasquà?! Alla fine la qualità è uscita fuori! Tre punti d’oro, esordio con vittoria per Allegri!»

​Don Pasquale sorride sotto i baffi: «La qualità esce quando non si ha fretta, guaglió. Il calcio di Allegri è questo: pratico, cinico, soffre quando deve soffrire e colpisce al momento giusto. Meno fuochi d’artificio, più sostanza.»​

Gianni recupera la tazzina ed esamina le notifiche con gli highlights e i giudizi della gara.

«Però parliamoci chiaro, Don Pasquà: chi l’ha convinto di più stasera?»​

«I top di stasera sono Rrahmani e Lobotka.»

​«E tra i flop?» chiede Gianni, buttando un occhio sui social.

​«La​ fase offensiva del primo tempo, troppo leziosa e senza cattiveria.»​Don Pasquale afferra il dosatore in vetro al centro del bancone e versa due cucchiaini abbondanti di zucchero nella sua tazzina.

Inizia a girare lentamente con il cucchiaino, il metallo che batte con ritmo regolare sulla ceramica.​

«Vedi, Gianni? Il caffè oggi è dolce. Quando si vince alla prima di campionato, pure la posa sul fondo ha il sapore della gloria. Piglia e bevi, che la classifica stasera sorride e questa vittoria ce la dobbiamo godere tutta.»​

Gianni manda giù il suo sorso in un fiato solo, guarda il telefono un’ultima volta per leggere gli ultimi commenti prima di bloccare lo schermo e si rassegna.

Don Pasquale chiude il suo taccuino a quadretti, infila la penna nel taschino della giacca e dà una risistemata alla coppola.​

Fuori dalla vetrata la strada continua a scorrere, ma dentro questo bar il verdetto è tratto.

L’appuntamento è fissato, come sempre, al prossimo 90′

Le foto presenti su "esserepartenopei.it" sono state in parte prese da internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione, indirizzo email redazione@esserepartenopei.it che provvederà prontamente alla rimozione.

Condividi questo post:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto
tutte le notizie sul Napoli calcio
Panoramica privacy

Questo sito web utilizza i cookie in modo da poter fornire la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie vengono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni come riconoscerti quando torni sul nostro sito web e aiutano il nostro team a capire quali sezioni del sito trovi più interessanti e utili.