Fiordo di Furore, la roulette russa dei tuffi: ogni giorno si rischia la vita!

FURORE (SA) – È una delle cartoline più belle della Costiera Amalfitana, ma il Fiordo di Furore si sta trasformando, giorno dopo giorno, in una trappola mortale.

Le immagini parlano da sole: un ragazzo, in piedi su un muretto in pietra alto diversi metri, si prepara e si lancia a capofitto nelle acque sottostanti. Sotto di lui il mare. Dietro di lui, turisti che guardano, filmano, e aspettano il loro turno.

È la normalità al Fiordo.

Un parco giochi senza regole

Il piccolo arenile incastonato tra le rocce, raggiungibile tramite una scalinata, è diventato la meta dei “tuffatori fai-da-te”. Ragazzi e adulti si arrampicano sui muretti di contenimento, sui cornicioni, sulle rocce. Altezze diverse, nessuna misura di sicurezza, nessuna profondità verificata.

Nel video si vede chiaramente: il tuffatore si lancia da un punto che non è balneazione, non è attrezzato, non è controllato. Un errore di calcolo, una corrente, un fondale più basso del previsto e il tuffo da “spettacolo” diventa tragedia.

Eppure ogni giorno decine di persone lo fanno. Per sfida, per un video o semplicemente per l’adrenalina.

Il silenzio delle istituzioni

Nessun bagnino è nessun controllo. Il risultato? Una bomba ad orologeria.

Basta un attimo, una testa che colpisce uno scoglio nascosto oppure un tuffo sbagliato. E il Fiordo, da luogo da sogno, diventa luogo di cronaca nera.

Servono controlli, servono divieti reali, serve educazione. Non si può lasciare che un sito così fragile e pericoloso venga vissuto come un parco acquatico a cielo aperto.

La bellezza non può costare una vita

Il Fiordo di Furore va tutelato. Va vissuto, sì, ma con rispetto e sicurezza.

Finché si continuerà a girare video e a postare tuffi estremi come fossero un’attrazione, il rischio resterà altissimo. E la domanda è sempre la stessa: bisognerà aspettare il morto per intervenire?

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