Non è stato il 5-0 sull’Inter dello scorso anno. Stavolta è servita una finale tesissima, decisa ai rigori. Ma il verdetto non cambia: il PSG è ancora sul tetto d’Europa.
LA PARTITA
L’Arsenal parte meglio: al 5’ Havertz gela il Psg e porta avanti i Gunners. La squadra di Arteta si chiude e difende con ordine, lasciando ai parigini il 76.7% di possesso nel primo tempo.
Nella ripresa il Psg alza il ritmo. Al 62’ Mosquera stende Kvaratskhelia in area: dal dischetto Dembélé non sbaglia, 1-1. Il pari sta stretto ai francesi, tra il palo di Kvara al 77’ e le occasioni in serie.
Si va ai supplementari, poi ai rigori. L’errore decisivo è di Gabriel: calcia alto il tiro che avrebbe mandato la sfida a oltranza. Scoppia la festa rossoblù alla Puskas Arena di Budapest.
LA LOTTERIA DEI RIGORI
Ramos gol, Gyokeres gol, Doué gol, Eze sbaglia Mendes parato da Raya, Rice gol, Hakimi gol, Martinelli gol
Beraldo gol, Gabriel alto
I VERDETTI
- PSG nella storia: quinta squadra a vincere la Champions ai rigori. Prima a fare il bis dal tris del Real 2016-18. Luis Enrique consacra una squadra a sua immagine: controllo, personalità, abitudine a vincere.
- Vitinha MVP: orchestra perfetta. Dopo il gol subito al 6’, il Psg prende il controllo totale e merita il pari.
- Arsenal a testa alta: prima finale dopo 20 anni, stagione da imbattuti in Champions. Gabriel sbaglia il rigore decisivo ma la crescita è evidente. Arteta riparte dalla Premier vinta dopo 22 anni.
Il Psg ha avuto bisogno dei rigori, ma nei 120’ ha giocato meglio. L’esperienza ha fatto la differenza. L’Arsenal esce sconfitto ma rientra tra le grandi d’Europa.
Luis Enrique: due Champions in due anni. Il regno continua.