Allegri e il Napoli, tra fiducia e critiche: aggredire per vincere

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FOTO SSC NAPOLI ©

La partita contro la Roma lascia sensazioni contrastanti in casa Napoli. Da una parte, una prestazione di alto livello, capace di confermare il potenziale della squadra; dall’altra, una delusione difficile da digerire per come è maturato il risultato. Gli azzurri si sono portati sul 2-0, hanno subito la rimonta giallorossa sul 2-2, sono tornati avanti sul 3-2 e si sono fatti raggiungere nuovamente sul 3-3. Una gara spettacolare in senso sportivo, ma anche il simbolo di una squadra che deve imparare a gestire meglio i momenti decisivi.

Eppure, al netto del risultato, la prestazione merita qualche elogio. Il Napoli ha aggredito la Roma per lunghi tratti, dimostrando di poter mettere in difficoltà anche una delle squadre più interessanti del campionato per qualità del gioco. Una prova di livello internazionale, sulla scia di quella contro il Bodo/Glimt, che può restituire fiducia in vista dei prossimi impegni.

A confermare questa sensazione sono anche i numeri: il Napoli ha chiuso con 2,44 expected goals (xG), producendo occasioni da gol con continuità. Un dato significativo, soprattutto se confrontato con gli 0,62 xG della Roma nel primo tempo, a fronte degli 1,16 degli azzurri nella stessa frazione. Il Como, contro i giallorossi rimasti in dieci per tutto il secondo tempo, aveva prodotto 1,02 xG. Numeri che evidenziano la capacità della squadra azzurra di essere incisivo quando riesce a imporre il proprio gioco: attaccare per non subire.

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Perché il Napoli cambia atteggiamento contro le squadre alla portata?

Il vero interrogativo riguarda, appunto, le partite disputate contro avversari alla portata. Firenze e Venezia rappresentano i passi falsi che, attualmente, pesano maggiormente: cinque punti lasciati per strada che, considerando la classifica, avrebbero potuto mantenere gli azzurri in una posizione più favorevole. Perché contro Roma e Bodo/Glimt si riesce ad aggredire e dominare, mentre in altre occasioni si finisce per aspettare con un blocco esageratamente basso?

Massimiliano Allegri merita fiducia, ma non può essere esente da critiche. Il Napoli, indubbiamente, non ha una rosa costruita per vincere (le scelte fatte sul mercato pesano) ma ha comunque la qualità per non perdere terreno in determinate partite. Un piazzamento tra le prime quattro, un buon percorso europeo e una Coppa Italia da protagonista sarebbero un ottimo risultato, considerando appunto l’organico a disposizione. Se, invece, il rendimento non dovesse rispettare le potenzialità dell’organico, le osservazioni sul tecnico livornese diventerebbero inevitabili.

La strada per rialzarsi, comunque, esiste. Se il Napoli ritroverà contro il Monza, e per il resto del percorso, l’aggressività e la qualità mostrate contro Roma e Bodo/Glimt, potrà tornare a essere protagonista. La delusione per il 3-3 resta, ma le ultime prestazioni dimostrano che il potenziale non manca. Ora serve trasformarlo in continuità e risultati.

A cura di Domenico Ciccarelli

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