Allegri abbandona il 4-3-3 e cuce un nuovo abito al suo Napoli!

Allegri si è stufato dei giudizi negativi sul suo Napoli: in questi tre giorni a Castel Volturno, dove ha affidato il lavoro a Landucci il suo vice, lavora a nuove idee e all’abiura del 4-3-3. Sì, non pensa più che questo sia il percorso tattico da seguire.

Il rischio di cadere nel pozzo della cieca gratitudine, lo spinge a pensare ad altro: in molti sono sotto esame in queste due settimane che portano al Frosinone e poi al primo tour de force della stagione.

Non ha undici nomi fissi in testa, non pensa affatto che debba insistere sempre sugli stessi. L’ipotesi più probabile è che Max inizi a immaginare una difesa a tre, anche per valorizzare lo stato di salute di Favasuli e immaginando di mettere da parte Politano, altro titolare del cuore, in questa formula speciale. Idee. Ma basta con i pianti greci.

Firenze è stato per i giocatori azzurri una giostra, una vertigine. Le parole pesanti come pietre rimbombate all’interno del Franchi sono state accantonate: con dieci assenti, non ha senso riservare la propria rabbia solo ai superstiti di Castel Volturno. C’è tempo per le strigliate: li aspetta tutti al ritorno. 

GLI ESAMI

Lang per adesso è bocciato. Deve darsi da fare per salire la china nella gerarchia degli esterni. E anche il minutaggio di Lucca rischia seriamente di ridursi al lumicino se non cambia ogni cosa. Gennaio è lontano, la questione della loro cessione non è all’ordine del giorno considerando che in questi tre mesi che separano dalla sessione invernale sono in palio i destini del club. Ma certo Max dopo la sosta ritrova, per esempio, Neres ed Alisson. Magari meglio sotto il profilo atletico. E anche Giovane. 20 milioni spesi a gennaio per un attaccante che ha giocato sempre pochissimo. In difesa abbondano le soluzioni perché Marianucci e Beukema sono vicinissimi al rientro. Dunque, qualche soluzione in più c’è.

ALLEGRI CORRE AI RIPARI

Con il 3-4-2-1 potrebbe rientrare Vergara, l’accantonato di lusso. Vedremo. Ma qualcosa sta accedendo nel centro tecnico azzurro, perché Allegri è seriamente preoccupato per quello che ha visto a Firenze, per il secondo tempo pieno zeppo di paure che ha spinto Max ad alzare la voce. Segnale che col Frosinone le cose cambieranno: di sicuro, la formazione. Poi magari anche il sistema di gioco. Ma Max non andrà avanti come ha fatto fino ad adesso ed è meglio essere pronti alla mezza rivoluzione che ha in mente. Perché non se l’aspettava nessuno questa partenza così piena di amnesie.

E allora, Allegri si immagina un altro Napoli, capace di cambiare forma e sostanza da una partita all’altra, a volte manovriera e altre volte prudente o acquattata. Non solo con il 4-5-1, difensivo e conservativo, visto tante volte, o il 4-2-3-1 parente stretto del 4-3-3. Immagina cambiamenti, con continue modifiche all’organico e all’assetto. E sa che per McTominay bisognerà avere pazienza. Ma semplicemente, Allegri dopo aver esplorato e toccato per mano pregi e limiti della sua squadra, dopo averla soppesata e assaggiato le sue qualità per valutarne i margini di crescita, è pronto a mettere la sua mano. Una squadra che in campionato ha segnato 7 gol in 5 partite, che ha solo 7 punti, che ha la peggiore partenza in serie A dai tempi del primo Sarri.

Il punto è: gli attaccanti del Napoli segnano poco perché la squadra gioca male, o il Napoli gioca male perché gli attaccanti non segnano? Da martedì si ritorna al lavoro. Senza sosta. Con l’Avellino ospite a Castel Volturno probabilmente sabato. Sembra lontano il ritorno del campionato, ma in realtà il tempo è persino poco.

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