A tutto Zambo. Riecco Anguissa, finalmente. Lo ha pensato anche Conte mentre lo vedeva in campo contro il Torino venerdì. Un tempo intero per mettersi di nuovo all’opera, per non farsi mancare niente. Torna Anguissa e torna il Napoli: la sua presenza tranquillizza tutti. Potrebbe farlo anche sabato, nella testa e nelle idee dello staff tecnico azzurro sarà lui il titolare accanto a Gilmour nel ruolo lasciato vacante da troppo tempo. L’ultima volta da titolare a novembre: era partito forte, fortissimo. Poi non s’è visto più, lasciando il Napoli in balia delle onde che solo un capitano della nave come lui avrebbe saputo affrontare.
È rimasto ai box per 117 giorni. Dal Bologna al Torino. Un periodo enorme in cui è successo di tutto, al Napoli e pure a lui: la squadra ha perso via via sempre più obiettivi, sempre più terreno rispetto alla vetta del campionato, sempre più calciatori per strada. Lui ha perso giorni in infermeria, tra il guaio muscolare e quello alla schiena che è stato il vero ostacolo. Perché quando stava per rientrare, a metà gennaio, s’è dovuto fermare ancora una volta per un fastidio che lo ha spaventato ancora di più.
Un guaio che ha tenuto impegnati Zambo e pure lo staff medico azzurro, ha portato a consultare specialisti in materia e soprattutto ad andarci con i piedi di piombo. Ma lo staff medico del Napoli non ha mai smesso di lavorare, di stare sul pezzo: così, mentre in città si rincorrevano voci catastrofiche sul futuro del calciatore, i fisioterapisti aumentavano gradualmente il lavoro attendendo il responso giusto. Che poi era arrivato già prima di Verona, quando tutto sembrava apparecchiato per il rientro.
E poi si è confermato prima del Torino: l’infortunio di Vergara all’intervallo ha concesso più minuti di quanto ci si aspettasse. Ma a Frank servono: storicamente, infatti, al rientro da un infortunio per lui sono necessarie un paio di gare per tornare al meglio. Anguissa non è una vettura a benzina, piuttosto un diesel: ma se parte, poi, non lo fermi più. È la speranza anche di Conte e dei tifosi: vederlo dal primo minuto contro il Lecce sabato e vederlo possibilmente al meglio, capace di riprendersi la leadership di una squadra che sente la sua assenza ma soprattutto la sua presenza.
Non è solo questione di sensazioni. Che pure sono importanti, ovviamente. Ma di numeri, che dicono quasi certamente la verità. Tutta la verità. Quando Anguissa ha lasciato il Napoli, la squadra di Conte era al quarto posto in classifica; sì, ma a soli due punti dal primo posto dopo quella rovinosa caduta esterna contro il Bologna. Insomma, gli azzurri erano rimasti in vetta fino a pochi giorni prima del suo addio e comunque erano a pochi passi dalla prima posizione in classifica.
Pur avendo già perso De Bruyne nelle due settimane precedenti. Dopo l’infortunio di Zambo nulla è stato lo stesso: con il camerunese in campo, la squadra di Conte quest’anno guadagna 2,1 punti per partita, quando lui in campo non c’è la media azzurra si abbassa fino a quasi 1,9 in campionato. La differenza sembra minima, ma se la contiamo sui 117 giorni e soprattutto sulle 24 partite che è stato costretto a saltare minima non è. Anzi. E anche Conte lo sa bene. La presenza di Frank consente variazioni nei modi di stare in campo, copertura al reparto difensivo – non è un caso se la difesa napoletana non è stata quella dello scorso anno in questa stagione – e anche qualità in attacco.
Qualità rispolverate con Conte: nelle prime 11 partite di serie A aveva messo insieme quattro gol e anche due assist, contibuendo sempre in maniera decisiva. Decidendo contro il Genoa all’ultimo minuto, contro l’Inter, da assistman contro la Fiorentina, da goleador ancora una volta a Lecce, all’andata.
Si affaccerà sul Golfo ancora una volta sabato. Dal Lecce al Lecce: dall’ultima volta in cui era stato capace di andare in gol al suo possibile importantissimo ritorno dal primo minuto. Frank non ha più intenzione di stare a guardare, lo ha fatto per due mesi non saltando mai un appuntamento al Maradona. A ogni partita interna degli azzurri, era presente in tribuna o in campo.
Rivederlo a bordocampo durante il riscaldamento, prima ancora del rientro in campo, è stato un sollievo per tanti presenti. Ora, però, c’è da riprendersi la scena, non roba da poco. Sul tavolo c’è ancora il rinnovo di contratto proposto dal club. Anguissa aveva voglia di cambiare aria prima della scorsa estate. Oggi sembra orientato a tenersi stretto il Napoli per una rivalsa. L’accordo è in scadenza tra un anno, da fine mese si ricomincerà a fare sul serio con l’agente Maxime Nana (a cui sono state chieste informazioni per Singo) per un rinnovo “a vita”. O, almeno, per evitarsi problemi tra un anno. (Il Mattino – foto profilo instagram Anguissa)