Alla fine è arrivato davvero. Massimiliano Allegri è il nuovo allenatore del Napoli. Aurelio De Laurentiis e Giovanni Manna hanno scelto l’esperienza, il pragmatismo e soprattutto la mentalità vincente del tecnico livornese, battendo la concorrenza di Vincenzo Italiano. Una scelta che inevitabilmente farà discutere.
“Corto muso”, proprio come la storica filosofia allegriana. Da una parte il calcio offensivo, moderno e aggressivo di Italiano, dall’altra la concretezza di un allenatore che in carriera ha sempre messo il risultato davanti a tutto. Evidentemente il Napoli, dopo l’era Conte, ha deciso di affidarsi ancora a un profilo esperto, capace di gestire pressione, spogliatoio e grandi obiettivi.
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Napoli, arriva Allegri: il “corto muso” sbarca al Maradona
L’approdo di Allegri all’ombra del Vesuvio, però, non ha acceso entusiasmo unanime. Una parte dell’ambiente azzurro ha accolto la notizia con parecchi dubbi. Ma probabilmente sarebbe successo con chiunque. Dopo Antonio Conte, inevitabilmente, qualsiasi successore sarebbe stato messo sotto osservazione fin dal primo giorno. E paradossalmente anche lo stesso tecnico salentino, nelle ultime settimane della sua avventura azzurra, era stato sommerso dalle critiche.
Il vero nodo che divide i tifosi riguarda soprattutto l’identità di gioco. Max Allegri viene spesso associato a un calcio poco spettacolare: manovre lente, baricentro basso, attenzione quasi ossessiva alla fase difensiva e pressing ridotto al minimo. Una filosofia lontana da quella che molti tifosi del Napoli vorrebbero vedere. Eppure, nel calcio, i risultati contano. E il tecnico livornese, risultati alla mano, resta uno degli allenatori italiani più vincenti degli ultimi vent’anni.
E proprio per tale motivo a far discutere è anche il suo ultimo precedente sulla panchina del Milan, culminato con la mancata qualificazione in Champions League all’ultima giornata della Serie A 2025-2026. Un finale amaro che però non può cancellare una carriera straordinaria.
Il suo palmares parla praticamente da solo:
- 6 Campionati italiani
Milan: 2010/2011
Juventus: 2014/2015, 2015/2016, 2016/2017, 2017/2018, 2018/2019 - 5 Coppe Italia (record)
Juventus: 2014/2015, 2015/2016, 2016/2017, 2017/2018, 2023/2024 - 3 Supercoppe italiane
Milan: 2011
Juventus: 2015, 2018 - 2 finali di UEFA Champions League con la Juventus
2015 e 2018
A questi si aggiungono riconoscimenti individuali prestigiosi come le Panchine d’Oro, il Premio Enzo Bearzot e l’ingresso nella Hall of Fame del calcio italiano.
Per questo motivo mettere in discussione un allenatore del suo calibro appare quasi paradossale. De Laurentiis e Manna hanno scelto un tecnico abituato a vincere, con l’obiettivo chiaro di essere competitivi sia in campionato che in Champions League.
Ora però arriva la parte più interessante: capire come giocherà il suo Napoli
Negli ultimi anni Max Allegri ha spesso utilizzato la difesa a tre, proprio come Conte. Tuttavia la sensazione è che possa tornare alla linea a quattro per valorizzare al meglio gli esterni offensivi presenti nella rosa azzurra.
In caso di 4-3-3, davanti ad Alex Meret ci sarebbe una difesa composta da Di Lorenzo, Rrahmani, Buongiorno e Spinazzola, quest’ultimo già allenato da Allegri ai tempi della Juventus e, non a caso, è vicino al rinnovo.
Il grande rebus tattico riguarda Kevin De Bruyne. Il feeling con Conte non è mai realmente sbocciato, complici anche i problemi fisici che hanno limitato il belga nella scorsa stagione. Allegri, invece, ha sempre avuto una predilezione per i giocatori di qualità ed esperienza internazionale, vedi Rabiot e Modric, motivo per cui KDB potrebbe diventare il vero centro del nuovo progetto tecnico.
Nel 4-3-3 agirebbe probabilmente da mezzala accanto a Lobotka e Scott McTominay, mentre in un eventuale 4-2-3-1 potrebbe essere schierato sulla trequarti dietro la punta. Lo scozzese, invece, resterà uno dei punti fermi della squadra: garantisce inserimenti, fisicità ed equilibrio, caratteristiche perfette per il calcio di Allegri.
Davanti, almeno inizialmente, il tridente offensivo potrebbe essere formato da Alisson Santos, Rasmus Hojlund e David Neres. Attenzione però… occhio anche a Noa Lang. Dopo la bocciatura di Conte e il prestito al Galatasaray, l’olandese potrebbe clamorosamente rilanciarsi con Allegri, che storicamente ha sempre cercato di valorizzare talento e qualità individuale. Politano, invece, sarà ancora una volta il classico jolly offensivo, utile sia nel tridente che come esterno a tutta fascia.
Allegri al Napoli, tra scetticismo e grandi ambizioni
Insomma, prima di tirare conclusioni affrettate bisognerà attendere il campo. Una cosa però appare evidente: Aurelio De Laurentiis e Giovanni Manna hanno deciso di affidare il Napoli a mani teoricamente sicure. Adesso toccherà a Max Allegri dimostrare che, anche all’ombra del Vesuvio, il suo calcio può ancora vincere.
A cura di Domenico Ciccarelli