Doveva essere la gara della continuità. Dopo lo 0-2 di Genova serviva una conferma davanti ai cinquantamila del Maradona. È arrivato invece uno schiaffo.
Il Napoli cade 1-2 contro il Como e getta alle ortiche quanto di buono costruito alla prima giornata. Non è tanto la sconfitta a preoccupare, è il come: squadra molle, senza ritmo, senza cattiveria agonistica. Inesistente.
Siamo solo alla seconda giornata, le gambe sono pesanti, fa caldo, è vero. Ma il caldo c’era anche per il Como, che ha corso il doppio. Non può essere un alibi.
Difesa inguardabile e centrocampo inesistente!
Il tonfo parte da dietro, ma il crollo vero è in mezzo al campo. Frank Anguissa è un giocatore finito. Va detto senza giri di parole. I problemi fisici dell’ultimo anno lo hanno svuotato, cammina, non ha più passo né intensità. Sulla palla sanguinosa del difensore Marin deve spazzare senza fronzoli, invece temporeggia e si macchia di corresponsabilità sul raddoppio avversario.
È inaccettabile pensare di ripartire da lui come perno. E la cosa più grave è che la società in quel ruolo è rimasta ferma: non esiste un suo sostituto all’altezza.
A sinistra poi il suicidio sportivo. Olivera e Lang insieme non possono stare in campo. Non difendono, non spingono, non saltano l’uomo. Lang dopo 19 minuti è già senza benzina, molle e indeciso in ogni scelta.
Olivera anonimo, si perde l’uomo sul primo gol. Vederli insieme fa capire quanto sia stato grave l’errore di vendere Gutierrez. Cederlo è stata una follia tecnica che oggi paghi a caro prezzo.
Davanti è lo stesso film. Se Hojlund non si inventa un gol da attaccante vero, è buio totale. E non si può andare avanti pensando che Lorenzo Lucca possa essere l’alternativa per un Napoli che vuole stare in alto. Entra e non incide mai, non dà profondità, non tiene palla.
Ora c’è già chi chiede la testa di Allegri, ma sarebbe l’errore più grande. La colpa non è solo dell’allenatore.
La verità è che in questa rosa ci sono elementi che dovevano lasciare Napoli già quest’estate, dopo gli ultimi due anni con Antonio Conte. Giocatori a fine ciclo, senza più fame, che restano in campo per inerzia.
Finché non si avrà il coraggio di fare pulizia e mandare via chi non ha più nulla da dare, questo Napoli resterà una squadra molle.
Da Genova al Maradona, un passo indietro mentale gravissimo!