C’erano più dubbi che certezze attorno al Belgio dopo le prime due giornate del Mondiale 2026. I pareggi contro Egitto e Iran avevano complicato il cammino dei Diavoli Rossi, rendendo decisiva l’ultima sfida del Girone G contro la Nuova Zelanda. Serviva una vittoria convincente e, soprattutto, servivano i leader. E i leader hanno risposto presente.
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De Bruyne e Lukaku protagonisti al Mondiale
Il Belgio si è imposto con un netto 5-1, conquistando il primo posto del girone grazie alle reti di Trossard, autore di una doppietta, Kevin De Bruyne, Romelu Lukaku e Saelemaekers. Una prestazione di carattere, costruita sull’esperienza di quei calciatori che qualcuno, forse troppo frettolosamente, aveva già definito “a fine corsa”.
Kevin De Bruyne ha diretto il gioco con la consueta classe, trovando anche la gioia personale con un preciso destro dal limite dell’area. Romelu Lukaku, invece, è entrato a gara in corso e ha impiegato pochi minuti per lasciare il segno, firmando il quarto gol con uno dei suoi colpi di testa e contribuendo poi anche all’azione del definitivo 5-1.
Una prova che assume un significato particolare anche in ottica Napoli. Al Maradona, infatti, i due campioni belgi non hanno ancora potuto esprimersi con continuità a causa di problemi fisici e di una stagione vissuta tra stop e gestione del minutaggio. Eppure, quando il livello si alza e la posta in palio diventa importante, De Bruyne e Lukaku continuano a dimostrare di poter fare la differenza.
Il Mondiale sta ricordando a tutti che il talento non ha età. Può cambiare il modo di interpretare le partite, può essere amministrato con maggiore intelligenza, ma resta decisivo. E per il Napoli questa è probabilmente la notizia migliore: se la condizione fisica accompagnerà i due fuoriclasse anche nella prossima stagione, gli azzurri potranno contare su due leader ancora perfettamente in grado di spostare gli equilibri.
A cura di Domenico Ciccarelli