Il pareggio non è l’aspetto più grave; che a Como sarebbe stata dura lo si sapeva da tempo. A preoccupare sono piuttosto il “non gioco“, la noia e l’incapacità di superare la metà campo sotto la pressione avversaria. Si è visto un Napoli fiacco, quasi privo di motivazioni, attendista e nullo nelle percussioni.
Solo verso l’ottantesimo un tiro di McTominay (reduce da una brutta botta al ginocchio, va sottolineato) esce di poco, dando finalmente la “sveglia” agli azzurri. Quasi a dire: “Ah, ma allora si può fare?”.
Da quel momento, il Napoli si è affacciato prepotentemente nella trequarti avversaria, colpendo anche un palo con Politano.
L’atteggiamento rinunciatario, dettato dal timore per le incursioni velocissime di Nico Paz e Diao, è stato abbandonato solo una volta acquisita maggiore consapevolezza. Appare evidente una stanchezza mentale, prima ancora che fisica, che sta condizionando le prestazioni della squadra.
Quale sia la causa non è dato saperlo — e probabilmente ogni tifoso ha la propria teoria — ma è indubbio che, al momento, manchi la testa.